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Presentazione della mostra alla galleria Tiepolo, Udine, 1990 Dr. Natale Zaccuri, critico d'arte La vita la si vive o la si scrive, diceva Pirandello. Uno scrivere che qui, ovviamente, ha riscontro nella tavolozza fatta di tempera e acquerello, che vive per effetto delle cromie. Pirandello e Caudi, l'autore al quale dobbiamo l'incontro di questa sera: un richiamo il primo, una palpabile realtà il secondo, che fino al 3 Giugno prossimo sarà alla ribalta di questa galleria. Qui, per la verità, egli non è nuovo: il suo è semplicemente un ritorno, un piacevole ritorno, credo, anche per chi alla sua espressione artistica decida ora di accostarsi. L'approccio è, ora, con 35 pezzi dalle dimensioni diverse (quelli dalle misure monumentali sono rimasti a Zug, in Svizzera, dove l'artista solitamente risiede). Tre le tematiche presenti: La donna, nel campionario dei sentimenti sicuramente al 1. posto, così come in quello dell'arte dove viene consegnata alla storia come alfabeto di uno stupore che meglio sa parlare al cuore dell'uomo. Il paesaggio, dove emerge la bellezza della natura e la provvisorietà del genere umano. La dimensione sconosciuta, dove i moti dell'anima finiscono per essere supportati dai trasalimenti, dal travaglio dell'umanità al passaggio dalla vita alla morte. Personaggi che s'incontrano con la fantasia, usa sottolineare l'autore, soprattutto da chi suo malgrado - arriva quasi a toccare la morte con mano. Nasce così quel puzzle di proiezioni di un mondo interiore, il banco di prova di un pensiero schiudente a lucide creazioni dove colori e forme, divengono le certezze del fuggente istante, l'alfabeto del pensiero dell'autore; dove il tempo e lo spazio appaiono quasi sospesi a favore di una trasparenza interiore luminosa e bella. Queste le tre tematiche, ma quale l'uomo? Intanto precisiamo che Caudi sta per Cautero Dino; che egli è un "furlan" purosangue o doc, residente per molti mesi dell'anno e da diversi lustri ormai in terra elvetica; che l'arte, per lui, è una questione cromosomica (per via paterna e per linea col fratello T.A. Cautero, nostro vecchio amico). Caudi, ha iniziato giovanissimo ad accostarsi alla tavolozza; l'ha fatto con alcuni soggiorni ora a Napoli ora a Roma, in Emilia-Romagna, in Svizzera dove ha avuto occasione di cogliere molti degli aspetti significativi dei maestri del passato e del presente. Ha studiato, avviando anche un'intensa fase di ricerca finendo per acquisire un suo personalissimo stile sempre più lontano dal modello naturalista. Ha finito per essere un verista non verista che - nel rito quotidiano della vita con le piccole cose motore dei giorni spesso consumati con noia aristocratica - vuole confidare agli ammiratori le sue sofferte sollecitazioni, i suoi trasalimenti, lo spazio filmico della sua memoria lucida! L'espressione pittorica di Caudi, se mi è consentito il parallelo, è come la bellezza femminile di cui innamorarsi è normale, così come della sua pittura, perché l'autore è - insieme - artista e poeta, quindi musa carezzevole di sentimenti, proprio come l'estetica bellezza femminile! Fedele alle proprie radici, uomo dal fare pacato, sereno e impegnato, egli lancia con le sue cromie la consonanza di sentimenti tra felicitazioni e bellezze che si stagliano come sequenze cinematografiche sulla tattilità della scenografia, in una dimensione pervasa dalla spiritualità e dal sapore letterario. Figure appena segnate le sue, personaggi che muovono verso la luce, emozioni dal forte sapore biblico. Opere che nascono dal desiderio di tradurre emozioni, uno stato di armonia o di purezza lievitata, disancorata dalla forma; opere proiettate in un mondo di virgiliana memoria in qui la dimensione e lo spazio s'impongono come sintesi per poi sfumare nel rettilineo delle cose senza tempo. Un riferimento per tutti: l'opera disposta tra le prime, sulla destra, entrando. Un esodo? Un ascolto? Una solennità Una biblica lettura? tutto, qualcosa, nulla? Certo è che la visione sa veramente di spiritualità, di una luce-dipendenza, di un muovere fantastico e vagheggiante, di universo parallelo sull'onda di ciò che in molti ormai confidano essere di gioioso risveglio. Dio è luce. E luce c'è. A lui l'umanità tende. E questa è la vista che l'autore offre. Al di là del pragmatismo corrente, conveniamo allora di cogliere questo messaggio "Caudiano", il sapore magico il miracolo della vita, lo stupore distillato, posto come boccata di ossigeno. Un breve riferimento, ora, alle immagini femminili che vengono proposte. Ciò che in esse colpisce sono gli sguardi, la compostezza nelle diverse situazioni; il figurativismo che propana con garbo - insomma tra i palpiti più nascosti e le forme primigenie. Anche qui una tecnica pittorica che documenta l'equilibrio segno-cromatismo e la spinta ad un mondo ricco di sfumature poetiche. E ci sono, infine, i paesaggi che richiamano la metamorfosi terrestre, l'evoluzione della forma attraverso una coloristica corrispondente allo spirito che anima l'autore, il suo modo di essere nuovo e piacevole senza riserve: una voce chiara e sicura, viva e penetrante, soprattutto sincera. Questi i filoni del cimento artistico di Caudi, le direttrici del mondo pittorico in cui egli conduce - quasi con fare staccato dai problemi del quotidiano - lontano dalle apprensioni del presente per vivere insieme un nuovo grande orizzonte. Una pittura tentatrice la sua, per quella eccezionale capacità di raccontare emozioni con delicata sensibilità, quasi orientata nei miti dell'aria e della terra, della luce e della materia dove le forme naturali evaporano in sequenze oniriche e gli orizzonti si aprono al momentaneo incupirsi del colore. Pittura ch'è sogno e memoria , ma nel contempo - concretezza di riferimento mentre il dialogo si fa spontaneo, libero dalle teorie a tavolino e ritrova l'eco di una bellezza che non è fatta solo per gli occhi. Non avrebbe senso, del resto, rappresentare tout-court le cose, riprodurle sulla tela: ben poco conforto se ne ricaverebbe al di là di un piacere epidermico. Ciò che conta è guardarsi dentro, riportarsi a duraturi valori e sentimenti, il saper cogliere quelle emozioni e quegli accenti che portano a godere con serenità le stagioni della vita. Proprio come Caudi! |
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